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Neologismi

Parole nuove

Considerati i dibattiti che sempre animano la discussione sulla formazione di parole non esistenti in sardo, pur con la coscienza dell’impossibilità di una risoluzione definitiva della questione, si è deciso di adottare alcune semplici linee guida, qui di seguito elencate, per gestire la formazione dei neologismi:

0. Non verrà considerato neologismo: il caso in cui si formi una parola mutuamente intellegibile utilizzando una parola sarda più un prefisso e/o un suffisso sardo per ottenere così un altra parola. Es. da LÀNTIA -> LANTIONĖ, per tradurre l’italiano “lampione”. Es. da COMPUDAI -> COMPUTADORĖ, per tradurre l’inglese “computer”.

1. I neologismi dovranno essere sempre adattati al sardo mediante l’uso di prefissi e suffissi sardi o, altrimenti, seguendo la tipica consuetudine di adattamento del sardo. Es. grotta -> GRUTA. // fetta -> FITA. // boomerang -> BÙMERAN e non “tiraetorra”. // robot -> ROBOTŪ e non “omineferru”.

2. I neologismi useranno come base etimologica la parola più rappresentata in almeno due delle maggiori lingue neolatine, più l’inglese, quindi: Spagnolo, Francese, Portoghese, Italiano e Inglese. Es. catalogo -> CATÀLOGU. // democratico -> DEMOCRÀTICU.

3. Nel caso in cui la parola non coincida con la stessa etimologia in almeno due lingue dell’elenco, la parola verrà formata seguendo il punto 0. In caso di parità si sceglierà l’etimologia più affine alla coscienza dei parlanti.

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